Lug 5, 2008
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Ligabue travolge i 65 mila di S. Siro

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"Wow" hanno detto le pulzelle – numerosissime allo stadio – quando il Liga si è ripresentato sul palco dopo il lungo concerto, per i bis, a torso nudo. E hanno cominciato a mandarsi fra loro, sparse fra la folla, messaggini un poco osé.C he succede? Aria nuova in arrivo: questo, Vasco non lo potrebbe fare mai, tanto per dirne una. Ma non credo che qui sia una questione di paragoni: al termine di una lunga stagione non ancora conclusa (ci sono 7 concerti  ancora da tenere negli stadi, e dal 25 al 30 settembre sarà sul palco dell'Arena di Verona con i 70 elementi dell'Orchestra Filarmonica della città, e poi però basta, pietà….), al termine di questa stagione, dicevo, Ligabue appare completamente rinnovato.

Tosto: ha fatto sfilare i primi dieci articoli della Costituzione durante "Non è tempo per noi". Un gesto politico, chiuso dall'articolo 1001 che diceva, contro i comitati di San Siro: "Il rock dovrebbe essere suonato al volume che serve". Il che ha un poco immiserito i primi 10 punti, diciamolo. Ma si è riscattato con una bella frase nel finale: "Questo paese non è di chi lo governa ma di chi ci abita". Però.

Ma dal punto di vista musicale, si è visto un piccolo miracolo. La sua rinnovata banda suona finalmente il rock, e non quella roba un po' povera, monocorde e tetra che si ascoltava prima. Cura snellente e purificante delle canzoni, la chitarra di Poggipollini in primo piano, lui più curato nella dizione e più chiaro nelle parole, più rilassato e sereno. Sembrava un altro concerto. Bravo Liga (e per quest'anno, con San Siro almeno io ho chiuso).
Organizzazione perfetta anche nel dietro le quinte.

Fonte: www.lastampa.it

 

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