Set 28, 2007
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Salviamoci la pelle

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Lui e lei hanno quel destino
scritto da altri, altre vite fa.
è l’unica cosa che hanno, o, almeno,
è l’unica cosa in eredità.
Lei qualche volta gli dice: “Ti amo,
ma non può essere tutto qua,
qua non c’è niente per nessuno:
andiamo via, andiamo, dai, andiamo, va”

Lei ha la foto di sua madre,
un giorno o l’altro la guarderà
che così non vuole diventare,
che così, giura, mai non sarà.
Lui, la foto di suo padre l’ha dentro,
impressa a fuoco nell’anima,
impressa ad alcool, botte e insulti:
“andiamo via, andiamo, dai, andiamo, va”

Salviamoci la pelle
che, bella o brutta, è quella lì:
rendiamola unica.
Salviamoci la pelle
tu tieni botta e dimmi di sì
che è quello che co è quello che co conta la la la la

Lei ha lasciato una letterina:
ci ha messo un anno a scriverla.
Lui ha lasciato sul comodino
due lire che suo padre berrà.
Bevono già molto i loro amici:
scappano via soltanto così,
solo che la mattina dopo son sempre lì,
son sempre lì, son sempre lì.

Salviamoci la pelle
che, bella o brutta, è quella lì:
rendiamola unica.
Salviamoci la pelle!
Tu tieniti stretta e dimmi di sì
che è quello che co- è quello che co- conta la la la la
*Verso che cosa andiamo?* lei chiede.
Lui dice *Beh, questo non si sa,
però sappiamo bene cosa non c’era qua, non c’era qua, non c’era*.
Poi lei si volta per un momento,
guarda quel posto ed accenna un ciao.
Lui a quel posto gli sputa contro
e spinge sul gas.

Salviamoci la, salviamoci la pelle,
Salviamoci la, salviamoci la pelle,
Salviamoci la, salviamoci la pelle
che è quello che ci resta.
Salviamoci la, salviamoci la pelle,
Salviamoci la, salviamoci la pelle,
Salviamoci la, salviamoci la pelle
che è quello che ci resta.

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